Elezioni: sondaggio Art.21, Rodotà al Colle

stefanorodota

”Rodota’, Zagrebelsky, Bonino. Sono i primi tre nomi indicati dai lettori del sito http://www.articolo21.org che hanno risposto al sondaggio ”Chi vorresti al Quirinale dopo Napolitano?. In due giorni hanno firmato oltre 10mila persone (il sondaggio si può continuare a firmare in basso nella home page). I lettori hanno assegnato il primo posto al professor Stefano Rodota’, seguito da Gustavo Zagrebelsky, gia’ presidente della Corte Costituzionale e dalla radicale Emma Bonino”. Lo rendono noto Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. Non vi e’ dubbio, per limitarsi a questi nomi, che si tratti di personalita’ che hanno a cuore il bene comune, che hanno compiuto grandi battaglie per i diritti civili e di liberta’. Il professor Rodota’, peraltro, e’ uno dei piu’ acuti studiosi ed interpreti della rete, dei suoi possibili utilizzi, della democrazia civica, della societa’ aperta, capace di opporsi a censure, integralismi ed oscurantismi di ogni natura e colore. La decisione finale, ovviamente, spettera’ ai ‘grandi elettori’ – concludono Corradino e Giulietti – ma perche’ non suscitare un dibattito dentro e fuori la rete?”.

Segnaliamo che su Facebook c’è un gruppo che  ha lanciato la candidatura di Rodotà al Quirinale

27 febbraio 2013

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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