Conflitto di interessi: Giulietti, “Berlusconi scelga un modello qualsiasi in Europa”

Berlusconi uno e trino21 febbraio 2013 – “Berlusconi, al solo annuncio di una possibile legge sul conflitto di interessi è tornato ad indossare i panni dell’espropriando, della vittima del complotto “bolscevico”. Ci auguriamo che, almeno questa volta, nessuno abbocchi alla sceneggiata di sempre. Non si tratta, infatti, di “tosare” qualcuno ma, più semplicemente, di portare l’Italia in Europa anche nel sistema dei media”. Lo afferma in una nota il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.

“Per non cadere nella sua trappola basterà adottare, in materia di conflitto di interessi, di normative antitrust, di contrasto alle posizioni dominanti, una delle normative già in vigore nei principali paesi europei. Se fossimo nei panni del nuovo governo, per non spaventare troppo Berlusconi, chiederemmo direttamente a Lui di scegliere il modello di riferimento, e poi lo porteremo subito al voto del Parlamento. Non si tratta, dunque, di danneggiare una persona o una azienda, ma, più semplicemente, di porre fine alla stagione del conflitto di interesse e delle norme ad aziendam e di trattare tutte le imprese in modo uguale, a prescindere dal nome e dal cognome del proprietario, come, peraltro, e non da oggi, ci hanno chiesto tutte le principali istituzioni internazionali che si occupano di libertà dei media”.
Subito dopo il voto Articolo 21 chiederà alle decine di candidate e di candidati, delle diverse liste, che hanno sottoscritto l’appello della associazione, di presentare una proposta comune, oltre ogni confine di parte e di partito”.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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