Elezioni: Di Trapani (Usigrai), “Verro parla da consigliere Rai o da candidato Pdl come Minzolini?”

minzolini

“Antonio Verro parla come consigliere di amministrazione della Rai o come candidato alle politiche dello stesso partito di Augusto Minzolini?”. A domandarlo e’ il segretario dell’Usigrai, Vittorio di Trapani, che commenta cosi’ le dichiarazioni rilasciate oggi da Verro (“Sono contento si sia conclusa positivamente la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Augusto Minzolini. Ora mi aspetto che, quanto prima, il Direttore Generale porti una proposta in Cda per sanare la questione in ossequio a quanto previsto dalla legge”). “Oggi va in scena un’altra edizione del conflitto di interessi e della intollerabile ingerenza dei partiti nella gestione della Rai. Verro rassegni le dimissioni dal Cda: anche in caso di mancata elezione, e’ ormai indiscutibile che non ha il profilo di autonomia e indipendenza indispensabile ad amministrare il Servizio pubblico”, afferma il sindacalista. “Per quel che ci riguarda – aggiunge – le sentenze si rispettano e le norme si applicano, senza distinzioni di parte”.

“Ribadiamo pero’ – conclude – quello l’Usigrai sosteneva gia’ allora: Minzolini andava rimosso dalla direzione del Tg1 per valutazioni editoriali e di prodotto. Ancor piu’ valide oggi dopo la sua candidatura come numero 2 del proprietario di Mediaset, Silvio Berlusconi. E per questa ragione e’ una stagione che non si puo’ riaprire”.

da Articolo 21, 14 febbraio 2013

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

0 pensieri riguardo “Elezioni: Di Trapani (Usigrai), “Verro parla da consigliere Rai o da candidato Pdl come Minzolini?”

  1. Non posso esimermi di ricordare a Verro, o a chi per lui, che Carlo Maria Cipolla e ancora prima di lui Robert Musil, hanno riflettuto molto sulla stupidità umana.
    Girando attorno allo stesso tema, entrambi hanno tuttavia convenuto che le persone pur sottovalutando il numero di stupidi in circolazione, sottovalutano anche il male che essi possono fare all’umanità nel momento in cui fanno fallire il pensiero logico.

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