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Art.21: L’elenco delle candidate e dei candidati che hanno sottoscritto i 6 punti della “Dichiarazione di impegno comune”

articolo 21Articolo21 ha incontrato l’8 febbraio presso la Fnsi le candidate e i candidati alle elezioni politiche 2013 per presentare loro il documento approvato ad Acquasparta e chiedere di farlo proprio, di impegnarsi sui temi della libertà di informazione a partire dai primi cento giorni e prendere parte a un gruppo interparlamentare di Articolo21. Questo il testo che chiederemo di sottoscrivere:

Le sottoscritte candidate e candidati si impegnano a portare l’Italia in Europa anche nel settore delle telecomunicazioni e di levare dalle spalle dell’Italia quella magna nera che rappresenta una delle vergogne nazionali. Per queste ragioni ci impegniamo a porre nell’agenda del prossimo governo e parlamento:
1) La risoluzione del conflitto di interessi mediante una norma che vieti le candidature ai titolari di concessioni televisive su base locale, regionale, nazionale
2) L’introduzione di una rigorosa normativa antitrust che impedisca la concentrazione delle reti di trasmissione e la raccolta pubblicitaria
3) La modifica radicale della Legge 249 e della Legge Gaspari liberando le Autorità di garanzia e la Rai dal controllo diretto di governo e forze politiche 
4) L’eliminazione dai codici delle norme potenzialmente lesive del diritto di cronaca a cominciare dalle querele temerarie
5) La difesa della libertà della rete e della sua neutralità
6) La liberazione di ogni forma di attività espressiva (cinema, teatro, musica, spettacolo…) da qualsiasi forma di censura politica, economica, religiosa, attraverso nuove norme e con l’approvazione delle leggi sullo spettacolo, sul cinema, sull’editoria

FIRMATARI (in ordine alfabetico)

Pierluigi Bersani (Partito Democratico)
Maria Cristina Bigongiali (Rivoluzione Civile)
Rosa Calipari (Partito Democratico)
Michele Cervo (Rivoluzione Civile)
Carlo Cianetti (Rivoluzione Civile)
Paola Concia (Partito Democratico)
Maria Coscia (Partito Democratico)
Ilaria Cucchi (Rivoluzione Civile)
Cesare Damiano (Partito Democratico)
Massimo Donadi (Centro Democratico)
Stefano Fassina (Partito Democratico)
Arcangelo Ferri (Rivoluzione Civile)
Gianfranco Fini (Futuro e Libertà)
Pietro Grasso (Partito Democratico)
Fabio Granata (Futuro e Libertà)
Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile)
Franco Latorre (Rivoluzione Civile)
Luisa Laurelli (Partito Democratico)
Saverio Lodato (Rivoluzione Civile)
Flavio Lotti (Rivoluzione Civile)
Matteo Magnisi (Rivoluzione Civile)
Michele Meta (Partito Democratico)
Corradino Mineo (Partito Democratico)
Roberto Natale (Sinistra Ecologia Libertà)
Andrea Olivero (Scelta Civica con Monti per l’Italia)
Matteo Orfini (Partito Democratico)
Paolo Pacifici (Sinistra Ecologia Libertà)
Daniele Panarese (Rivoluzione Civile)
Flavia Perina (Futuro e Libertà)
Francesca Puglisi (Partito Democratico)
Stefania Pezzopane (Partito Democratico)
Pina Picierno (Partito Democratico)
Roberto Rao (Udc)
Maurizio Torrealta (Rivoluzione Civile)
Lara Ricciatti (Sinistra Ecologia Libertà)
Gabriella Stramaccioni (Rivoluzione Civile)
Bruno Tabacci (Centro Democratico)
Nichi Vendola (Sinistra Ecologia Libertà)
Vincenzo Vita (Partito Democratico)

8 febbraio 2013

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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