Iniziativa europea per il pluralismo dei media. Oggi 7 febbraio la conferenza stampa-lancio

Schultz signs ECI

Il 7 Febbraio alle ore 11,30 presso la Federazione Nazionale Stampa Italiana, in Corso Vittorio Emanuele II 349 Roma, si terrà la conferenza stampa per il lancio della prima iniziativa europea per il pluralismo dei media a cui parteciperà, tra gli altri, Tana de Zulueta, portavoce italiana dell’iniziativa e il Segretario generale del Sindacato dei giornalisti italiani, Franco Siddi. OggiMartin Schulz , Presidente del parlamento europeo, ha firmato l’ICE (nella foto) e resa pubblica la seguente dichiarazione di accompagnamento: “In più occasioni il Parlamento Europeo si è espresso in favore di un intervento dell’UE per tutelare l’indipendenza e il pluralismo dei media negli Stati Membri. Firmo l’Iniziativa dei Cittadini per il Pluralismo dei Media convinto che sia un dovere dell’UE garantire questo diritto, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, a tutti i cittadini europei”

La libertà e il pluralismo dei media sono sotto attacco in Europa. L’erosione del diritto a un’informazione indipendente, libera e plurale è una minaccia al pieno esercizio della cittadinanza europea. Ma è un diritto che i cittadini possono rivendicare, firmando a sostegno dell’Iniziativa Cittadina Europea per il Pluralismo dei Media. Grazie a questo nuovo strumento di democrazia partecipativa, che permette ad almeno un milione di cittadini di presentare una proposta di legge direttamente alla Commissione europea, i cittadini potranno fare sentire la propria voce. Per la prima volta, i cittadini potranno anche firmare online – un passo importante verso la democrazia digitale.

“Fino ad oggi le istituzioni europee sono rimaste immobili di fronte alla continua violazione della libertà d’informazione in diversi paesi, a cominciare da Italia e Ungheria. Con questa iniziativa chiediamo un’Europa che sanzioni non solo i deficit di bilancio, ma anche e soprattutto i deficit di democrazia e libertà” ha dichiarato Lorenzo Marsili, portavoce europeo dell’iniziativa.

Con questa proposta i cittadini europei chiedono in particolare:
1) Una legislazione efficace per evitare la concentrazione della proprietà dei media e della pubblicità; 2) una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico; 3) la definizione del conflitto di interessi per evitare che i magnati dei mezzi di informazione occupino alte cariche politiche; 4) sistemi di monitoraggio europei più chiari per verificare con regolarità lo stato di salute e l’indipendenza dei media negli Stati Membri.
Durante la conferenza sarà presentato il link a cui collegarsi per poter iniziare la raccolta delle firme, a cominciare dagli stessi presenti all’iniziativa del 7 febbraio.
“La nostra ambizione è quella di mobilitare i cittadini per rivendicare l’impegno delle istituzioni europee a sostegno dei diritti civili e delle libertà fondamentali, anche quando gli Stati li trascurano, come sempre più sta avvenendo,” ha spiegato Tana de Zulueta, portavoce italiana dell’iniziativa.

Per maggiori informazioni: italia@mediainitiative.eu –  www.mediainitiative.eu

Membri del comitato promotore italiano
European Alternatives/Alternative Europee, FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Articolo21, Libertà e Giustizia, CGIL, ARCI, MoveON Italia, CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo), Libera Informazione, Caffè News, Associazione daSud, Cittadinanzattiva, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei), Società Pannunzio per la Libertà di Informazione, Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Youth Press Italia, IRPI (Investigative Reporting Project Italy), Confronti

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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