Bartolo Ciccardini*: signori, apparentatevi per favore!

Ciccardini Bartolo14 gennaio 2013 – La legge elettorale “porcellum” dà il premio di maggioranza alla somma delle liste apparentate.

Tutti i nostri timori si stanno avverando. Santoro rilancia Berlusconi, spinto dalla concupiscenza di fare una audience piena di soldi. Berlusconi riesce ancora una volta ad apparentare fascisti e separatisti. Convince Maroni ad apparentarsi facendo un passo indietro sulla Presidenza del Consiglio e tre passi avanti sulla Presidenza della Repubblica, e seguita ad apparentare tutto il peggio ed il suo contrario. Apparenta Lombardo, reduce dai disastri siciliani ed apparenta Storace, che ha avuto anche lui i suoi bei disastri laziali. Apparenta tutti gli sbandati democristiani (Rotondi, Giovanardi, Pizza e fichi) e comprerà, come cinque anni fa, la pagina finale sul Corriere della Sera con lo Scudo Crociato. Apparenta super indagati al sud, sia che siano governatori sia che siano semplici malfattori, tali che neppure Salvemini, autore di un aureo libretto, “Il Ministro della malavita”, riuscirebbe ad immaginare nei suoi incubi peggiori.

Non si apparenta solo con Grillo perché, compatto, gli costerebbe troppo. In fondo è sicuro che “spacchettati” li comprerà uno per uno, come già fece con gli uomini di Di Pietro. Ha fatto solo un’obiezione su Tremonti dicendo, finalmente e per la prima volta in vita sua: “Il Presidente del Consiglio, lo nomina il Presidente della Repubblica”, perché ha già deciso che il Presidente della Repubblica sarà lui.

La legge degli apparentamenti di liste contrastanti, l’ha inventata lui, fidando sulla sua capacità di venditore bugiardo e ladruncolo.

Per far questo ha ceduto il Nord ai separatisti, ha ceduto il Sud alla mafia, ha ceduto la Presidenza del Consiglio alla Lega. Puntando all’obiettivo di ottenere il premio di maggioranza.

Questo disegno svanirebbe, come un cattivo sogno, se i movimenti politici responsabili, rispettosi dell’unità nazionale, sostenitori dell’Europa, attenti alla regolarità dei conti ed alla correttezza della spesa, difensori della buona democrazia e della giustizia sociale, usassero l’accorgimento consentito dalla legge elettorale e si apparentassero.

Tutti uniti si avvicinano alla maggioranza assoluta e così incasserebbero il premio previsto dalla legge.

Come spiegheremo ai nostri lontani nipoti il fatto che le forze europeiste non vollero apparentarsi?

Ho già vissuto questo dramma.

Da ragazzo mi divertivo molto ad essere Balilla. A scuola avevo imparato a memoria una breve biografia di Mussolini. Credevo che la Patria fosse grande ed il fascismo indiscusso. Avevo in dotazione un piccolo moschetto ed ero caporale della mia squadra. Era molto divertente e, per di più, vincevamo i Campionati del Mondo di calcio, Bartali umiliava i francesi vincendo il Giro di Francia e Carnera era il più forte del globo terracqueo.

Un giorno compresi che era tutto falso. Quando capii come stavano le cose, andai a chiedermi perché fosse successo tutto questo. E lessi con l’ansia e la sofferenza con cui avevo letto i libri di Salgari, il libro di Angelo Tasca: “Nascita ed avvento del fascismo”.

Le divisioni ed i veti reciproci fra i capi della democrazia liberale, Giolitti, Nitti e Salandra, la frattura fra socialisti e popolari e l’intolleranza degli estremisti produssero il fascismo.

All’Istituto Sturzo c’è una scheda elettorale del 1954: a contrastare il listone fascista che accorpava tutti gli alleati, riluttanti od entusiasti che fossero, c’erano, tutti separati, la lista del Partito Popolare e ben sei (avete letto bene: 6!) liste socialiste. Consiglieremo ai nostri nipoti di leggere il libro di Angelo Tasca?

Il balletto dei veti è cominciato con Vendola, quando ha dichiarato che non sarebbe mai andato con Casini. Ma caro Nichi, ma i popolari moderati di Puglia non hanno accolto la tua giunta di sinistra con una gentile scheda bianca? Hai tutto il diritto con il tuo 3% di affermare i tuoi pregiudizi, ma all’atto pratico, tu che governi la Puglia dal 2006, perché dividi il fronte democratico per ridicole scomuniche?

Giunti in Parlamento farete quelle cose che si addicono al Parlamento, vale a dire vi confronterete e troverete un compromesso e se non lo troverete, pazienza, ci sarà comunque un Governo.

E tu, benedetto Casini, mi vuoi spiegare che significa questo veto a Vendola, come se fosse uno scomunicato “vitandum”? Tu affermi che Vendola è un estremista e che con lui non si può formare alcun governo. E facendo così valorizzi la propaganda della Santanchè, secondo la quale la sinistra non riuscirebbe a governare per colpa di Vendola. Ma Vendola non è un bombarolo uscito dal Regina Cieli! È governatore della Puglia per la seconda legislatura, dove non ha fatto un granchè, ma non ha certamente né messo le bombe, né saccheggiato le chiese. Non hai avuto questi scrupoli quando ti sei apparentato con la Polverini a Roma, mandando il tuo Raffaele D’Ambrosio a gestire, come vicepresidente, l’aumento sconsiderato dei fondi destinati all’appropriazione indebita! E ti fai scrupolo perché Vendola fa ogni tanto del folklore di sinistra?

Ma questi sono ancora errori marginali. Veniamo agli errori madornali.

Ma che gli è preso a Monti e Bersani? Monti ha preso misure terribili e pesanti, come doveva necessariamente fare da buon chirurgo. Ed ha fatto esattamente quello che Berlusconi aveva promesso all’Europa e che Bersani ha confermato che si dovesse fare quando è andato a rassicurare il Consiglio d’Europa. Bersani non può fare come Berlusconi che prima ha votato le misure di Monti e poi lo accusa di averci portato alla rovina.

È più onesto dire che il Partito Democratico responsabilmente ha votato in piena coscienza i provvedimenti di Monti, gli è riconoscente e cercherà ora di fare sì che quei sacrifici servano a riprendere, con una buona politica, lo sviluppo e l’equità, chiedendo di apparentarsi con una forza europeista, democratica e riformista che Monti rappresenta, sapendo che Monti è necessario per fare il governo della ricostruzione.

E Monti cosa va cianciando di destra e di sinistra? Mi sembra Gaber, milanese come lui. In questo momento Monti deve puntare a far sì che la sua opera non vada dispersa e solo il Partito Democratico può dargli questa garanzia. E’ giusto che ridia forza e prestigio ad un centro che sottragga i moderati all’influenza di Berlusconi, ma deve anche portare questa forza all’appuntamento governativo, apparentandosi con Bersani.

Signori, siete ancora in tempo! Fate questo atto responsabile di intelligenza. Concordate un programma che ci faccia rispettare nel mondo, che riporti l’Italia in Europa, che inauguri una stagione di lavoro dopo una stagione di sacrifici. E che ci salvi dai pericoli dell’antipolitica, della guerra civile, della follia irresponsabile.

Signori del centrosinistra, per favore, apparentatevi!

* il grassetto è di nandocan

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

0 pensieri riguardo “Bartolo Ciccardini*: signori, apparentatevi per favore!

  1. Bartolo Ciccardini è nato il 30.09.1928 e quindi non ha 94 anni ma 84,non invecchiamolo prima del tempo, non lo merita.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti