Zaccaria (Pd): “Tg5 esempio di telegiornale-spot a sostegno di Berlusconi”

Berluraiset“Una volta si facevano i video messaggi, oggi i TG spot: l’informazione politica del TG5 di ieri 6 gennaio è stata un perfetto esempio di un telegiornale di sostegno dell’editore-leader politico Silvio Berlusconi, sia nella distribuzione dei tempi che nella confezione delle notizie e nel loro ordine. Durata totale dell’informazione politica circa 6 minuti. Primo servizio di 2 minuti e 40 sec su Berlusconi che riassume con la sua voce un più ampio (3 minuti e 35) servizio intervista telefonica andato in onda all’ora di pranzo. Un vero e proprio spot montato con immagini accattivanti (in mezzo alla gente, alla scrivania con bandiere, con Obama, alla parata delle forze armate, con foto di repertorio). I soliti temi sui quali spicca il recupero di 10 punti nei sondaggi in 15 giorni. A seguire un servizio su Monti (notizia e non voce) di 1 minuto e 30, commentato criticamente da una giornalista che mette in evidenza il progetto di ridurre le tasse ma senza indicare la copertura a differenza di Berlusconi e ironia sul fatto che l’Imu in casa Monti la paga la moglie e lui non ne conosce l’importo. Per tutti gli altri partiti un pastone indistinto con Letta (PD) 27 sec, Di Pietro 25 sec, Bonelli 22 sec e Casini 18 sec.”. Lo dichiara Roberto Zaccaria, responsabile dell’Osservatori o del PD nel periodo di par condicio.

7 gennaio 2013

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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