12 ottobre: giornata di mobilitazione anche per il popolo dell’acqua

il mio votoSabato 12 ottobre il popolo dell’acqua torna a mobilitarsi in tutto il Paese.

Nell’anniversario della “scoperta” dell’America, quando l’America Latina ricorda il suo “ultimo giorno di libertà”, saremo attivi nei territori attraverso una giornata di mobilitazioni diffuse contro i “nuovi colonialismi”, determinati dalla privatizzazione dei beni comuni e dalla mercificazione dei territori e della vita delle persone.
E’ questa una tappa di un percorso che, avviato dall’assemblea nazionale nel novembre 2012 del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, persegue la costruzione di intrecci fra i diversi movimenti e realtà territoriali in lotta per la riappropriazione sociale dei beni comuni e che ha visto nel campeggio all’Amiata del luglio scorso un momento fondamentale di elaborazione e condivisione. Parteciperemo anche alla manifestazione nazionale promossa dall’appello “La Via Maestra”, promosso da Rodotà, Landini, don Ciotti e altri, con l’obiettivo di opporsi ai tentativi del governo delle “larghe intese” di riformare la Costituzione in senso autoritario e di provare a costruire una coalizione sociale per l’affermazione della democrazia e per la piena applicazione della Carta Costituzionale sui temi del lavoro, dei diritti, dei beni comuni e della pace.
Crediamo che la battaglia in corso in tutti i territori e a livello nazionale per la piena attuazione dell’esito della straordinaria vittoria referendaria del giugno 2011 sull’acqua debba portare il proprio importantissimo contributo di contenuti e di pratiche sia per la costruzione di una forte alleanza dei movimenti per i beni comuni, sia per l’apertura di uno spazio pubblico di rivendicazione di una nuova democrazia. Contro ogni tentativo – già annunciato a più riprese dal governo Letta, in accordo con i diktat monetaristi dell’Unione Europea – di aprire una nuova fase di privatizzazioni e di mettere una pietra tombale sull’esito referendario sull’acqua, e contro ogni tentativo di ridurre drasticamente gli spazi di democrazia, attraverso svolte autoritarie dentro le istituzioni e la criminalizzazione dei movimenti nella società. Perché, oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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