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“10 giorni x i diritti umani”. Appello della Tavola della pace ai giornalisti e ai media

In preparazione del 10 dicembre, anniversario dell’approvazione da parte delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei diritti umani, la Tavola della Pace invita giornalisti e media a rileggere, un  articolo al giorno, i trenta articoli di quella Carta fondamentale che pochi in realtà hanno letto e conoscono interamente e che in tante parti del mondo, compreso il nostro Paese, sono continuamente violati. A cominciare dal primo, che dice: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Il secondo, che vieta ogni discriminazione, è uno sviluppo del primo: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.”

Nella Dichiarazione è detto solennemente che i trenta articoli rappresentano l’ “ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione”.  Poiché accusare gli altri popoli e paesi di non rispettare i diritti umani  è diventata pratica molto diffusa di noi giornalisti occidentali, non sarebbe male che per celebrare senza ipocrisia questa Giornata provassimo a fare tutti insieme un esame di coscienza.

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